Marvel Fresh Start: prime impressioni

Scrivo queste righe dopo aver concluso la lettura di Avengers 3 (#107) e Amazing Spiderman 5 (#714). Se vi state interrogando sul senso di quest’astrusa numerazione, l’arcano è presto svelato: negli ultimi mesi del 2018 la Marvel, dopo la breve parentesi di “Legacy”, ha lanciato l’iniziativa editoriale “Fresh Start“, in soldoni il quarto rilancio delle sue testate in appena 6 anni (sic!). Tutti serial sono quindi ripartiti da 1, con nuovi team creativi e nuovi archi narrativi, mantenendo però al contempo la prima storica numerazione, per dare un senso di continuità al tutto (e per evitare che i collezionisti si tirassero un colpo in testa!). Inutile che io dica che, da appassionato di vecchia data, sono abbastanza infastidito da tutte queste girandole, ma nell’articolo di oggi prescinderò dalla mia opinione sulla politica Marvel per giudicare solamente la qualità delle storie, in particolare di quelle dedicate all’arrampicamuri e agli eroi più potenti della Terra.

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fresh start spiderman
In alto: la copertina di Avengers #1 (con una nuova potentissima formazione). In basso: la copertina “doppia” di Amazing Spiderman #1

Avengers by Jason Aaron e Ed McGuinness – L’obiettivo dichiarato di Fresh Start era riportare l’universo fumettistico Marvel alle sue radici, dopo un periodo in cui vi erano stati profondi cambiamenti nella vita dei nostri eroi. Cap era stato plagiato dall’Hydra durante “Secret Empire”, Tony era finito in coma dopo lo scontro con Capitan Marvel in “Civil War II” e Thor era stato sostituito da Jane Foster poiché non più degno di sollevare il suo martello Mjolnir. Il ritorno in grande stile dei tre capisaldi degli Avengers, per affrontare la terribile minaccia che nessuno da solo potrebbe sconfiggere, è la scusa per mettere insieme una formazione di pezzi da novanta che, guarda caso, hanno tutti avuto un film dedicato negli ultimi anni. E questo ci porta al secondo obiettivo “ufficioso” di questa iniziativa: avvicinare quanto più possibile gli eroi cartacei a quelli dell’MCU, nella speranza di calamitare su carta stampata quegli appassionati di cinema che magari non hanno mai preso in mano un fumetto Marvel. Ciò è particolarmente evidente in questi primi episodi della gestione Aaron/McGuinness (due nomi che non hanno certo bisogno di presentazioni) in cui, tanto per fare un esempio, Tony Stark è l’irritante playboy dei film e battibecca con Doctor Strange esattamente come in Infinity War.

Al di là di questo, la trama congegnata da Aaron è abbastanza interessante: senza voler svelare troppo, la Terra viene invasa da un orda di misteriosi insetti che emergono dal sottosuolo mentre dal cielo all’improvviso iniziano a piombare i cadaveri dei celestiali morti, misteriosi e giganteschi esseri che hanno più volte interferito con l’evoluzione della vita sul nostro pianeta. In cerca di risposte ( e di un modo per salvare la situazione) gli Avengers scopriranno non solo che le due minacce sono collegate, ma che esse originano da un qualcosa accaduto miliardi di anni fa e che potrebbe riscrivere la storia così come la conosciamo. Il problema di questa run di Avengers non è tanto nel soggetto, come detto abbastanza interessante, quanto nella sceneggiatura e nello svolgimento troppo prevedibile della vicenda. Per ora (il primo arco narrativo non è ancora concluso), lo scrittore si limita al solito incontro/scontro tra eroi che devono conoscersi prima di riuscire a fare squadra e cerca di mettere su l’azione più caciarona e scanzonata possibile. I disegni di McGuinness accompagnano il tutto in maniera egregia, pur risultando confusionari in alcune tavole e delineando i personaggi in maniera un po’ troppo cartoonesca (ma qui si parla di gusti personali).

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Gli Avengers del 1.000.000 a.C. guidati da un giovane Odino (in alto) e il cadavere di un celestiale caduto su New York (in basso).

Amazing Spiderman by Nick Spencer, Ryan Ottley e Humberto Ramos – C’era molta attesa e curiosità da parte mia per l’arrivo di Nick Spencer sulle pagine di Amazing Spiderman, dopo l’ottima prova dello scrittore su “Secret Empire” ed ancora prima nell’universo Ultimate. Aspettative per ora disattese anche se, analogamente al caso Avengers, è ancora troppo presto per formulare un giudizio definitivo; il primo arco narrativo è terminato, ma sono almeno due le sottotrame solo abbozzate che potrebbero tenerci col fiato sospeso per i prossimi mesi. Mi piacerebbe che l’autore riuscisse a lasciare un’impronta personale sul personaggio, cosa che nel bene e nel male era riuscita al suo predecessore Dan Slott (ora trasferito su “Tony Stark: Iron Man” e “Fantastici Quattro), mentre al momento pare che si stia limitando a tirar fuori dal cilindro personaggi, situazioni e villain del passato di Spidey, cercando di sfruttare l’effetto nostalgia

Dopo aver perso il suo dottorato e il suo nuovo lavoro di redattore scientifico al Daily Bugle (due sviluppi narrativi dell’era Slott, forse non a caso), Peter è nuovamente in crisi. L’incontro con il dott. Curtis Connors, il quale è di nuovo inspiegabilmente in forma umana dopo che nel finale di “Clone Conspiracy” aveva addirittura trasformato moglie e figli in Lizard (!), è l’incipit per una serie di situazioni sempre più assurde che metteranno l’arrampicamuri in pericolo di vita. Nel frattempo un misterioso demone sta potenziando tutti i nemici classici di Spider-man e la cosa più preoccupante è che sembra conoscerne l’identità segreta! Tra le note positive, il riavvicinamento con l’amata Mary Jane Watson e la coabitazione con il vecchio amico Randy Robertson. Spencer recupera anche il personaggio di Boomerang, da lui magistralmente caratterizzato nella maxiserie “Superior Foes of Spiderman” (lettura consigliata, tra parentesi), facendolo divenire addirittura il terzo coinquilino di Peter! Una premessa narrativa che sicuramente porterà a sviluppi surreali ed incredibilmente divertenti, anche se per ora il buon Fred  è stato utilizzato col contagocce. Dal punto di vista grafico, se Humberto Ramos si è già cimentato in passato con Spidey e vi si trova perfettamente a suo agio, Ryan Ottley è invece alla sua primissima esperienza e a parer mio non è adatto al 100% a questa serie, anche se il suo tratto pulito ed ordinato ci regala qualche tavola degna di nota.

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In alto: Peter Parker faccia a faccia con.. Spiderman?? In basso: Spidey si unisce agli altri eroi della Terra per fermare l’invasione di insetti schifosi guidati da..?

Conclusioni- Questo articolo ha naturalmente esplorato solo la punta dell’iceberg della proposta “Fresh Start”. Numerose sono le proposte interessanti, tra cui il Capitan America di Ta-Nehisi Coates e i Fantastici Quattro di Dan Slott (del quale ho letto il primo numero e sono in procinto di leggere il secondo). La sensazione generale, tuttavia, è quello di un universo narrativo che va avanti per inerzia, a rimorchio dei film, proponendo solo saltuariamente delle storie interessanti, perlopiù nei crossover. La grande attenzione per la continuity è un grosso punto a favore della produzione Marvel, e probabilmente l’elemento principale che fa reggere tutto il castello di carte. Servirebbe il coraggio di far crescere ed evolvere il proprio roster di eroi, senza stravolgerlo continuamente con morti, resurrezioni e sostituzioni, ma in maniera naturale come avveniva ad esempio nello Spiderman di Straczynski

Vedremo cosa ci riserverà il futuro, nel frattempo parafrasiamo il compianto Stan Lee nell’esclamare.. Excelsior marvel- fan!

 

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